
Un popolo fiero che prese il nome dal lupo, le città sannite che sfidarono Roma, i castelli e le abbazie del Medioevo. L'Irpinia è una terra dove ogni pietra racconta millenni di storia.
Il nome Irpinia deriva da hirpus, che nell'antica lingua osca significava "lupo". Secondo la leggenda del Ver Sacrum (la "primavera sacra"), un gruppo di giovani Sanniti fu guidato da un lupo in queste terre, intorno al IX secolo a.C., dando origine al popolo degli Hirpini.
"Un popolo che scelse il lupo come guida e simbolo: indomito, libero, legato alla sua montagna."
Gli Hirpini erano una delle tribù dei Sanniti, abili guerrieri e allevatori che abitavano le valli del Calore, del Sabato e dell'Ofanto. Vivevano in villaggi fortificati d'altura, fieri della propria indipendenza.
Tra il 343 e il 290 a.C. gli Irpini, insieme agli altri Sanniti, combatterono tre lunghe guerre contro Roma. Furono tra gli avversari più temibili della Repubblica: la celebre umiliazione delle Forche Caudine (321 a.C.) avvenne proprio ai confini del Sannio irpino.
Dopo la sconfitta, l'Irpinia fu romanizzata: nacquero strade, ville e città fiorenti lungo la Via Appia — la "regina delle strade", oggi Patrimonio UNESCO — che attraversava il territorio collegando Roma a Brindisi.
I siti archeologici dove rivive il passato romano e sannita.
La "Pompei dell'Irpinia": 18 ettari di parco archeologico con terme, macellum, domus e basilica. Importante centro sulla Via Appia, fu città fiorente fino al Medioevo.
Antica città sannita poi romana, sulle rive dell'Ofanto. Il parco archeologico conserva il foro, l'anfiteatro e i resti della cattedrale medievale.
L'antica Avellino romana, di cui restano mura, domus e mosaici. Da qui ebbe origine la città capoluogo dell'Irpinia.
Stazione di sosta romana all'incrocio di importanti vie consolari (Appia Traiana), crocevia di commerci e viaggiatori dell'antichità.
Il popolo del lupo si insedia nelle valli irpine durante il Ver Sacrum.
Gli Irpini sfidano Roma in tre guerre: Forche Caudine, resistenza e romanizzazione.
Aeclanum, Abellinum e Compsa fioriscono lungo la Via Appia.
L'Irpinia entra nel Ducato di Benevento. Nascono abbazie e i primi castelli.
Normanni, Svevi e Angioini costruiscono fortezze. Gesualdo diventa corte del Principe-musicista.
Il sisma del 23 novembre segna l'Irpinia. La ricostruzione diventa simbolo di resilienza e ripartenza.
Ogni fortezza custodisce una vicenda di principi, musicisti e cavalieri.
Dimora di Carlo Gesualdo (1566-1613), Principe di Venosa e genio della polifonia rinascimentale. Compositore tormentato, le sue musiche audaci anticiparono di secoli l'armonia moderna.
Fortezza medievale nel cuore della DOCG Taurasi. Domina i vigneti di Aglianico da cui nasce il "Barolo del Sud", custode di storia e di vino.
Tra i meglio conservati della Campania, ricostruito in stile dopo l'incendio del 1799. Giardini all'italiana e saloni affrescati ancora abitati.
Abbazia benedettina del XII secolo fondata da San Guglielmo da Vercelli, lo stesso del Santuario di Montevergine. Uno dei luoghi di fede più suggestivi del Sud.
Santuario mariano sul massiccio del Partenio, meta di pellegrinaggi da nove secoli. Custodisce la venerata "Mamma Schiavona".
Sorgente vulcanica sulfurea citata da Virgilio nell'Eneide come "porta degli Inferi". Fenomeno naturale unico, sacro già agli antichi Irpini.
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